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giovedì 20 aprile 2017

Al super-supermarket trovi tutto a basso costo, anche gli uomini

La vecchia bottega di fiducia, gli alimentari “sotto casa”, le facce conosciute, rassicuranti, ove l’atmosfera famigliare non si confondeva con la retorica markettara del “far sentire unico e speciale” ogni anonimo consumatore, stanno via via scomparendo. Non reggono all'urto della crisi, sono piccoli, minidotati del capitale e non hanno imparato alla school of dildo, ma nelle stesse strade in cui i loro clienti s’incontravano, socializzavano, stavano insieme.

martedì 11 aprile 2017

Come aumentare la qualità dell’azienda? Sbranando-si-evolve

In attesa di scovare il gene della competizione, dalle parti di Albione non perdono tempo, e da bravi deterministi cercano di far venire allo scoperto, attraverso il metodo del “trovatore newtoniano”, quel gene utile al potenziamento della competizione sul posto di lavoro.

mercoledì 5 aprile 2017

Istat e disoccupazione: le solite fregnacce

Le furiose Erinni, come nella miglior tradizione eschilea, si trasformano in Eumenidi: “chi, sventurato, sei tu, che a questa misera parli sí vere cose”?
Per chi non appartiene alla categoria dei cronici disfattisti e dei gufi portasfiga, che si rallegrano persino dei pessimi risultati ottenuti dal figlio a scuola, oggi dovrebbe essere un giorno di festa.
La fotografia dell’Istat mostra che la disoccupazione cala al 11,5% e persino quella giovanile è ai minimi dal 2012 (salvo affermare poi, il giorno seguente, che crescono i lavoratori a termine e sono in calo i permanenti, rovinando così la festa appena organizzata).

martedì 4 aprile 2017

Dopo la cancellazione dei voucher pronta la cedolare secca sulla paghetta

L’imbalsamato Governo Gentiloni esce dal suo etereo abbiocco, e con una piroetta degna del miglior Nureev, cancella integralmente i voucher.
Siamo alla "tetragonia" dell’orrore travestita da trashismo.
Ma si sa, quando si avverte la paura per la dissoluzione dello status quo, ogni bravo uomo di potere è disposto a repentini dietrofront e a giravolte che strizzano l’occhio al più evidente degli opportunismi (anche i cosiddetti riformisti diventano conservatori quando la tremarella sale oltre il livello di guardia).

martedì 28 marzo 2017

Martone vincit omnia

Barba accuratamente incolta, ricciolo sbarazzino ed occhiali d’ordinanza. L’ex viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del faustiano Governo Monti, nonché Professore Ordinario di Diritto del Lavoro, nonché figlio d’arte, dopo l’oblio a cui le sue res gestae lo hanno costretto, torna a sciorinare ricette “pedagogiche” per ottimizzare il pedigree dei giovani che vogliono rimboccarsi le maniche per gettare il loro in-der-Welt-sein.
Troppo buonismo e permissivismo nelle aule scolastiche – sottintende Michel Martone -, bisogna preparare i bambini alla competizione internazionale.

venerdì 24 marzo 2017

De l'alternanza schola et labora

Il solito viaggio in macchina per Milano, con la consueta, obbligatoria, tappa all’autogrill.
Per omaggiare il de gustibus e per non far torto agli alimenti spazzatura, si entra, lancia in resta, con l’intenzione di prendere un Camogli riscaldato.
Era tutto come te l’aspettavi all’autogrill: il bancone dove l’avresti voluto trovare, il frigo delle bibite a portata di orinatoio e i corridoi che sembravano un aggrovigliato budello inestricabile.

lunedì 20 marzo 2017

La giornata della felicità e i suoi demoni

Qual è il senso dell’uomo e del mondo? Essere misurato!
E quando desideri ridurre ogni cosa ad un oggettivo assoluto quantificabile, vien da sé, cominci col proposito di trovarti tra i superdotati certificati dall’unità di misura, ma poi finisci sempre, ineluttabilmente, per scoprirti nella colonna di destra, quella dei minidotati petit bidois (“io ho una felicità lunga tot.”; “io, invece, sono felice tot più x”; “io sono infelice una cifra”).
Est modus in rebus! La ricetta “quattrostagioni” per il controllo dell’ecumene è sempre quella d’illuminare l’ignoto per poterlo poi porre sotto l’occhio rassicurante del quantitativo (dallo sguardo galileiano dell’es-perimento all’esprit de géométrie che, oggi, tutto governa rischiarando).

giovedì 16 marzo 2017

I lavoratori al servizio di un algoritmo

Se il mondo globalizzato è connesso da strettissimi vincoli d’interdipendenza, l’uomo che ne abita i danteschi gironi, sembra essere, al contrario, prigioniero di una società di scatole cinesi (“libero”, nella orwelliana neolingua globale, significa “legato”, alla maniera di ciò che diceva, in tempi non sospetti, pure Stirner:se tu fossi libero da ogni cosa, non avresti per l’appunto più niente”).

martedì 7 marzo 2017

Lo dice la legge: possono licenziarti anche per fare un profitto

Dopo il più 27mila per cento di voucher erogati dal 2008 ad oggi, anche le premesse per un proficuo 2017 non sembrano essere niente male.
Siamo comunque ancora nei paraggi delle Erinni del lavoro, qui però non nella loro veste ufficiale, paludata dalle salvifiche “riforme strutturali”, bensì nella versione ermellinata dei giudici della Corte di Cassazione (smentendo una precedente sentenza della Corte d’Appello. Ah, per gli ottimistoni che vedono rose e fiori anche nell’Ade, andrebbe ricordato loro che, tra i compiti della Corte di Cassazione vi è pure quella “nemofilattica”: armonizzare l’interpretazione bizantina della giurisprudenza made in Italy, una sorta di competenza che ha valore “costituzional-legislativo”).

lunedì 27 febbraio 2017

Il bonus docenti è un bonus al Pil

Mentre l’insegnante allineato, “good”, quello già fisiologicamente ammannito alla “buona scuola”, s’indigna sui social perché si sente fregato quando spende su Amazon il bonus da 500 Euro gentilmente erogato dal Governo (il denaro, pure a scuola, è diventato una cosa seria, a cui gli alunni devono essere educati da professionisti certificati: “non si può sapere il prezzo dei prodotti in anticipo e devo pure integrare la prebenda con soldi mmmiei”), l’insegnante “cattivo”, che se ne sbatte del portafoglio inturgidito e della "renovatio squolastica", bada invece a questioni meno pratiche.

lunedì 2 gennaio 2017

Il lavoro latita, ha senso che si faccia ancora trovare?

Il suono vibrante della campanella; i banchi minimalisti color verde marcio, tutti uguali; la lavagna vuota, sporca dei vortici lasciati dal gesso e la maestra increspata di rughe, nella sua impostata uniforme di pessimo tweed. Evidentemente, gl’illustri studiosi dell’eco non hanno mai frequentato le sguarnite mura di una scuola media di provincia, per cui non hanno mai potuto seguire le seducenti lectio magistralis di geografia, ove quelle insegnanti spiegavano cos’erano i tre settori in cui si compone ogni economia che si rispetti. Loro erano altrove, forse già referenziati dall’onorifico titolo Hdemico, o magari solo distratti dall’album stropicciato delle figurine Panini.

sabato 24 dicembre 2016

I neuroni in radica e la zucca vuota di Trump

Il pensonto dei giorni nostri, quella mostruosa specie di ibrido che sta tra un vate e un hipster alla moda, si strugge, ansima, rantola furioso. Ben ovattato nella sua indotta american state of mind, proprio come i film americani tra i cowboys e gli indiani, vede le cose in maniera manichea: bianco o nero. Vuole soluzioni a portata di cerebro. Per lui non c’è nemico peggiore del grigiore lavico, del dubbio problematico, dell’indecisione che non lascia scegliere con assoluta nettezza. Brama risposte, e la strada più breve per ottenerle.

domenica 11 dicembre 2016

Amico: figlio di Poseidone e della ninfa Melia; costringeva al pugilato chiunque passasse per il suo paese. Gli uomini cambiarono l’accento e fecero di lui un benevolo legame sentimentale

Oggi, un amico piuttosto sensibile alla mia condizione patrimoniale, di quelli che “bisogna fare girare l’economia”, si è avvicinato circospetto, evidentemente imbarazzato, e ha fatto ciò che ogni buon amico dovrebbe davvero fare. Preoccuparsi, mettere in guardia, pro-porre consigli utili per il buon funzionamento della comunità collettiva.

venerdì 18 novembre 2016

La squola che squadra fa scuadra

Ormai è stata ampiamente sdoganata anche l’ultima improduttiva roccaforte degli acchiappanuvole col vizio dell’umanità. Lo dice Poletti, lo dicono il Miur e i maggiori esperti di didattica, lo dice la politica all’unisono, lo desiderano le aziende e lo vogliono persino i più responsabili tra i genitori e i più avveduti tra gli studenti.