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venerdì 16 settembre 2016

La battaglia ermeneutica dei dati

Il dato, essendo un participio passato, è sempre, irrimediabilmente, ex post. A posteriori per definizione scientifica, sembra aver acquisito persino l’autorevolezza per oleare di oggettività il posteriore di ogni buon credente.

mercoledì 14 settembre 2016

L'Italia è una colonia d'insipienti in vacanza

Dai soliti fascistini e festoni che, a discapito di ogni italianità, amano sino al crepacuore il forte Stato nazionale, ai maggiordomi della convenienza, è tutta una cagnara appassionata di ululati alla luna e lamenti. L’indignazione per quei cattivoni democratici che non sembrano aver ancora dimenticato la dottrina Monroe è corale e trasversale: il mondo è il parco giochi statunitense, i paesi amici sono colonie estive per i capricci imperiali e le incursioni diplomatiche di lor signori, ché i sudditi minorenni abbisognano ancora della mano protettiva di una guida autorevole.
Apriti cielo! Dopo l’infelice endorsement di Obama sulla Brexit, anche l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Phillips, sente l’urgenza d’intervenire a gamba tesa sulla politica di uno Stato sovrano.

Economia e oroscopo

Oggi che la scuola sembra servire esclusivamente per trovare un’occupazione stabile e duratura, anche gli arrivisti siliconati made in Bocconi si sono messi al passo coi tempi. In realtà, abbracciando in pieno la logica della diversificazione, il neo-bocconiano può persino scegliere tra i grafici a torta e l’astrologia, tant'è vero che la carriera degli economisti e degli statisti di ogni risma, oggi, può felicemente convergere con quella di Paolo Fox.

lunedì 12 settembre 2016

Una settimana di ordinaria follia nel verminaio social

I pensierini dei novizi mâitre à penser additivati, da quelli col cuore benpensante ma indignato, “puri e candidi gigli di campo”, a quelli altrettanto sfacciati che vogliono trovare la quadra tra la loro bandierina sulla bacheca e le grossolane vignette di Charlie Hebdo, sembrano riempire le tristi giornate dell’internauta smanettone di un vuoto sollazzante.

giovedì 1 settembre 2016

Le spiagge dei nani accomandati

Non c’è bisogno di scomodare le categorie della ragion pratica kantiana, per tentare di biascicare qualche sedicente fenomeno estetico canottierato.
Anche quest’anno, puntuale come le code ferragostane, gli spiaggiati e i mondofili infraditati delle apericene, hanno consacrato il loro inno trionfale. Si scrive trionfale ma si legge automatizzato sfregolamento da tonnara, eccitata sardineria salmastra, sculettamento di cellule, celluloide, cellulitico, pappa uniforme, la giusta colonna sonora per le spensierate serate estive dei laboratores in cerca di facili distrazioni.

mercoledì 31 agosto 2016

Lo Stato pachidermico e la razionalità del ciuccia-schei


Per lo stato è assolutamente necessario che nessuno abbia una volontà propria e, se qualcuno dimostra di averla, lo Stato deve escluderlo; se tutti dimostrassero di averla, essi abolirebbero lo Stato. (…) chi, per sussistere, deve contare sulla mancanza di volontà degli altri, è un prodotto mal fatto di questi altri
M. Stirner

Lo Stato, come lascia sommariamente trasparire lo stesso termine, non è in fondo altro che l’ennesimo tentativo di rendere statico, fisso ed immutabile, ciò che appartiene invece ad una condizione di irriducibilità - in fieri-: la vita stessa nella sua ondivaga ed insopprimibile problematicità divenente. 
E’ l’asfissiante e pachidermica macchina tecnocratica statale, che pretende di penetrare in ogni ambito privato per ordinare e legiferare pure nelle pieghe personali dell’intimità, che ha trovato la propria convinta rappresentazione in Hegel, legittimandosi poi grazie alla Rivoluzione francese, quella “salvifica” esportata sulla punta delle baionette dal rentier Napoleone.

venerdì 5 agosto 2016

Proudhon, contro l’Unità d’Italia

Sembra che ci sia tutto un popolo che fornica con la retorica e con la gamba ferita del padre della patria Garibaldi, ma forse, prosciugate le  giaculatorie e deposte le fanfare, è forse giunto persino il momento di spogliarsi del mito per indossare, seppur scanzonatamente, i panni di un cinismo meno vanitoso. Contro l’Unità d’Italia è un curioso libello scritto dall’anarchico francese Pierre-Joseph Proudhon nel 1862.

venerdì 29 luglio 2016

I nuovi poveri di Grecia che lavorano per 100 euro al mese

Fare denaro, ma avere il rispetto dei propri simili”, diceva Tucidide. Un concetto semplice, banale, persino di buon senso, dato che si consuma per produrre e non viceversa, come invece crede qualche bocconiano in fregola. Una stringa di pensiero che però ai piani alti, quelli che si sentono liturgicamente investiti da una mission celestiale, dagli illuminati della Troika sino ai “surplussari” teutonici, passando per i filantropi imprenditori che “ce danno da magnà”, sembra essere rimasta, pesante, sullo stomaco.

lunedì 25 luglio 2016

Siamo in un mare di merda

I rifiuti, specie in un’epoca ove tutto deve ridursi al seducente business da centro commerciale, sono un affare, una prelibatezza scatologica che non può lasciare indifferenti i rapaci appetiti dei capitani d’industria, an opportunity. Non si capisce, in tal senso, come cotanti affaristi ed illuminati speculatori abbiano potuto lasciarsi sfuggire un’occasione così ghiotta, a portata di mano, da cogliere al volo. Tutto quel bendiddio sprecato, in fondo, avrebbe potuto rendere bene agli accattoni bendisposti a sporcarsi le mani col denaro, novella carta igienica per il desueto “sterco del demonio”.

giovedì 21 luglio 2016

Apologia della storia: una scienza approssimativa, umana

Per Marc Blochil bravo storico è come l’orco della fiaba. Egli sa che là dove fiuta carne umana, là è la sua preda”. La metafora sulla “maniera” storiografica avanzata dallo storico dei Les Annales sembra oggi più desueta che mai. Lo storico-orco, cacciatore, onnivoro di dati, di tracce, di segni e di testimonianze umane, sembra irrimediabilmente cozzare contro la nouvelle vague, tutta contemporanea, che fa capo alla nuova umanità multitasking, iperspecializzata, fatta non più da uomini-interpreti ma da professionisti e qualificate cavie, in ogni settore ed ambito (il bello di quest’iper-specializzazione è che mette al riparo l’iper-specializzato di turno da ogni possibile contestazione. Ma come? Sono io ad avere il titolo e la qualifica! Tu non sei niente, almeno nel mio campo di competenze. Della serie: ognuno al suo posto… la tana salvi tutti per un’umanità sbriciolata che vuol essere solo strumento utile ad altri uomini in-organici).

venerdì 8 luglio 2016

Avvertenza articoli et similia

Il razzismo nella Storia emerge più ferocemente in quelle classi sociali che sentivano il bisogno di giustificare dapprima un potere nascente non ancora sedimentatosi, spesso basato sul denaro e non sui titoli ereditari, e poi per non retrocedere da quello status quo finalmente conquistato e riconosciuto socialmente. E’ il razzismo a tinte “moderne”, portato dalla borghesia professionale e mercantile

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Quel vizio borghese chiamato razzismo

venerdì 1 luglio 2016

Avvertenza, articoli et similia

Il Regno Unito, bestemmia par excellance per i tromboni dell’orgiastico “tutti insieme è meglio”, non è mai stato in Europa. Gl’inglesi sono diversi. Una diversità che non va rintracciata esclusivamente nelle snobistiche difformità degli usi e dei costumi, ma che affonda le sue ragioni nella Storia e nella Cultura di un'Isola divenuta Impero

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giovedì 30 giugno 2016

Calenda, il Ttip e il vuoto democratico

La politica e il fato dell'umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e grandezza. Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica
A Camus

Il Presidente dell’iperbolico dinamismo, futurista del vapore, del fare a qualsiasi costo, “tanto per fare”, è riuscito, a suon di spasmi e piroette istituzionali, persino a “cambiare verso” al celebre adagio popolare - una ne pensa e cento ne fa -.
Il Premier Renzi rantola, decide, stabilisce compulsivamente, ma non sono sempre chiare, a dirla tutta, le cause che presiedono ad un decisionismo che sembra ormai solo una macchietta da sponsorizzare, un tic improvvido, un proustiano riflesso involontario.

martedì 28 giugno 2016

Grecia outlet: svendita totale per liquidazione e rinnovo Troika

Timeo Danaos et dona ferentes” (temo i Greci e i doni che portano). Con queste parole il perspicace Laocoonte consigliava ai dardani di lasciare il cavallo fuori dalle mura di Troia. Ora che l’ethos virgiliano è stato rimpiazzato dalla teologia economica favorita da quel verminaio di sciacalli adulanti l’ortodossia del capitale, sono invece i greci a dover temere i “cavalli di Troika”, e con loro anche i nuovi imparruccati e i cortigiani delle tecnocrazie economiche.