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venerdì 5 agosto 2016

Proudhon, contro l’Unità d’Italia

Sembra che ci sia tutto un popolo che fornica con la retorica e con la gamba ferita del padre della patria Garibaldi, ma forse, prosciugate le  giaculatorie e deposte le fanfare, è forse giunto persino il momento di spogliarsi del mito per indossare, seppur scanzonatamente, i panni di un cinismo meno vanitoso. Contro l’Unità d’Italia è un curioso libello scritto dall’anarchico francese Pierre-Joseph Proudhon nel 1862.

venerdì 29 luglio 2016

I nuovi poveri di Grecia che lavorano per 100 euro al mese

Fare denaro, ma avere il rispetto dei propri simili”, diceva Tucidide. Un concetto semplice, banale, persino di buon senso, dato che si consuma per produrre e non viceversa, come invece crede qualche bocconiano in fregola. Una stringa di pensiero che però ai piani alti, quelli che si sentono liturgicamente investiti da una mission celestiale, dagli illuminati della Troika sino ai “surplussari” teutonici, passando per i filantropi imprenditori che “ce danno da magnà”, sembra essere rimasta, pesante, sullo stomaco.

lunedì 25 luglio 2016

Siamo in un mare di merda

I rifiuti, specie in un’epoca ove tutto deve ridursi al seducente business da centro commerciale, sono un affare, una prelibatezza scatologica che non può lasciare indifferenti i rapaci appetiti dei capitani d’industria, an opportunity. Non si capisce, in tal senso, come cotanti affaristi ed illuminati speculatori abbiano potuto lasciarsi sfuggire un’occasione così ghiotta, a portata di mano, da cogliere al volo. Tutto quel bendiddio sprecato, in fondo, avrebbe potuto rendere bene agli accattoni bendisposti a sporcarsi le mani col denaro, novella carta igienica per il desueto “sterco del demonio”.

giovedì 21 luglio 2016

Apologia della storia: una scienza approssimativa, umana

Per Marc Blochil bravo storico è come l’orco della fiaba. Egli sa che là dove fiuta carne umana, là è la sua preda”. La metafora sulla “maniera” storiografica avanzata dallo storico dei Les Annales sembra oggi più desueta che mai. Lo storico-orco, cacciatore, onnivoro di dati, di tracce, di segni e di testimonianze umane, sembra irrimediabilmente cozzare contro la nouvelle vague, tutta contemporanea, che fa capo alla nuova umanità multitasking, iperspecializzata, fatta non più da uomini-interpreti ma da professionisti e qualificate cavie, in ogni settore ed ambito (il bello di quest’iper-specializzazione è che mette al riparo l’iper-specializzato di turno da ogni possibile contestazione. Ma come? Sono io ad avere il titolo e la qualifica! Tu non sei niente, almeno nel mio campo di competenze. Della serie: ognuno al suo posto… la tana salvi tutti per un’umanità sbriciolata che vuol essere solo strumento utile ad altri uomini in-organici).

venerdì 8 luglio 2016

Avvertenza articoli et similia

Il razzismo nella Storia emerge più ferocemente in quelle classi sociali che sentivano il bisogno di giustificare dapprima un potere nascente non ancora sedimentatosi, spesso basato sul denaro e non sui titoli ereditari, e poi per non retrocedere da quello status quo finalmente conquistato e riconosciuto socialmente. E’ il razzismo a tinte “moderne”, portato dalla borghesia professionale e mercantile

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Quel vizio borghese chiamato razzismo

venerdì 1 luglio 2016

Avvertenza, articoli et similia

Il Regno Unito, bestemmia par excellance per i tromboni dell’orgiastico “tutti insieme è meglio”, non è mai stato in Europa. Gl’inglesi sono diversi. Una diversità che non va rintracciata esclusivamente nelle snobistiche difformità degli usi e dei costumi, ma che affonda le sue ragioni nella Storia e nella Cultura di un'Isola divenuta Impero

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giovedì 30 giugno 2016

Calenda, il Ttip e il vuoto democratico

La politica e il fato dell'umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e grandezza. Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica
A Camus

Il Presidente dell’iperbolico dinamismo, futurista del vapore, del fare a qualsiasi costo, “tanto per fare”, è riuscito, a suon di spasmi e piroette istituzionali, persino a “cambiare verso” al celebre adagio popolare - una ne pensa e cento ne fa -.
Il Premier Renzi rantola, decide, stabilisce compulsivamente, ma non sono sempre chiare, a dirla tutta, le cause che presiedono ad un decisionismo che sembra ormai solo una macchietta da sponsorizzare, un tic improvvido, un proustiano riflesso involontario.

martedì 28 giugno 2016

Grecia outlet: svendita totale per liquidazione e rinnovo Troika

Timeo Danaos et dona ferentes” (temo i Greci e i doni che portano). Con queste parole il perspicace Laocoonte consigliava ai dardani di lasciare il cavallo fuori dalle mura di Troia. Ora che l’ethos virgiliano è stato rimpiazzato dalla teologia economica favorita da quel verminaio di sciacalli adulanti l’ortodossia del capitale, sono invece i greci a dover temere i “cavalli di Troika”, e con loro anche i nuovi imparruccati e i cortigiani delle tecnocrazie economiche.

lunedì 20 giugno 2016

Monti, tra democrazia e demos-copia

Ci si può imbottire di massicce dosi di Valium e di Tavor per tentare, soporiferamente, di parare i prevedibili colpi dell’isteria e del raptus incalzante, tuttavia, per porsi nei confronti delle sparate di Mario Monti servirebbe in seconda battuta un appuntamento mistico da un buon frate confessore.
Anche stavolta il “rettorico” ex Premier, per dirla col goriziano Michelstaedter, osservando con la classica arguzia che contraddistingue l’empirismo del bocconiano disincantato, spara a zero contro la nuova piaga d’Egitto, la ferale Brexit: “non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica”.

mercoledì 15 giugno 2016

Tusk, Spengler e il tramonto dell'occidente

Il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dimostra di non avere le idee chiare, ma ciononostante pontifica con la strabica protervia di un maggiordomo dell’inedia civile. Tusk non si limita a fare il Ministro del Terrore e a spargere, come semi di piante infestanti, minacce ed intimidazioni a destra e a manca. In palese disaccordo col proprio ruolo di garante istituzionale e persino coi propri studi di storico, il prussiano Tusk finisce inesorabilmente anche per farci la solita figura barbina. Opportunamente sollecitato ad esporsi sullo spauracchio che fa tremare la tecnocrazia degli imparruccati euro-fideisti, perde nuovamente la più classica occasione per tacere: “da storico temo che una Brexit possa condurre non solo alla distruzione dell'Ue, ma anche della civiltà occidentale”.

lunedì 13 giugno 2016

Avvertenza, articoli et similia

All'italiano-cittadino globale, novello homo oeconomicus che sa solo far di conto e conosce esclusivamente la logica ragionieristica del do ut des, della cultura non importa proprio nulla

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Il mondiale del 1982, quando i vincenti furono i vinti

La vittoria ottenuta dalla nazionale italiana al mondiale del 1982 non meravigliò affatto l’empirico “catenacciaro” Brera, l’ultima raffinata penna che riuscì a trasmettere una caratura persino al dozzinale prodotto di bigiotteria calcistico: “la tua vittoria è limpida, pulita: non è neppure venuta dal caso, bensì da un’applicazione soltanto logica del modulo che ti è proprio, e in tutto il mondo viene chiamato all’italiana”. Brera ha ragione, se non avesse contemporaneamente anche torto.
E’ pur vero che quella vittoria fu limpida, pulita, persino meritata, ma talvolta, andando contro ad ogni evidenza, non sempre l’idea borghese di merito, così come l’apostrofava Stirner, risponde anche ai criteri irragionevoli della giustezza, specie se declinata all’atomizzata e partigiana sfera calcistica.

martedì 7 giugno 2016

L'uomo profilattico e la prevenzione medica

Saranno forse le rutilanti res gestae del progresso imperante, sarà forse la coda lunga della stagnante crisi, o magari invece è solo il gioco del fato che si fa beffe dei mortali… fatto senza precedenti nel nostro geriatrico Paese, l’aspettativa di vita si abbassa. Il rapporto “Osservasalute 2015” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, oltre a fotografare il solito esercito di over 65, segnala infatti un’imprevista battuta d’arresto dopo anni di allungamento della speranza di vita media. Per gli uomini è scesa da 80,3 a 80,1 anni, mentre è passata da 85 a 84,7 per le più longeve donne (ovvio, ci sono sensibili differenze geografiche, ma soprattutto, informa la “terzietà” dell’Università, pesano sui dati i regionali sistemi sanitari, la mancanza di prevenzione e la scarsa adesione alla nuova coscrizione obbligatoria: la campagna di vaccinazione collettiva).
E qui iniziano però i primi cortocircuiti e le prime collisioni, almeno di logica spicciola, a cui ovvia-mente non dà alcuna risposta lo scientista rapporto di “Osservasalute 2015”.
La prima fulminea considerazione vale una pernacchia all’Inps.

martedì 31 maggio 2016

Avvertenza, articoli et similia

Per chi volesse seguirmi anche su L'Intellettuale Dissidente, vi segnalo i link a cui trovare le primissime nuove sbracate cogitazioni.

"Il golem moderno del "popolo" sembra giacere, oggi, in un coma greve e irreversibile: smarrita la volontà di partecipazione, compromessa la possibilità di critica, alla gran massa di individui che formano una nazione non resta che rifugiarsi nel personale, rimettendo alle varie élite la libertà a parole tanto agognata"

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